„Padrini“ del tempo: come adottare un’alta pressione o una bufera

 

Chiamare le perturbazioni, ma anche gli anticicloni – ovvero le aree di alta pressione – con nomi propri. Di donna o di uomo, per lo più insoliti, se non stravaganti. Da qualche tempo l’abitudine comincia a prendere piede anche su certe previsoni meteorologiche italiane, ma la tradizione – almeno per quanto riguarda l’Europa, perché l’origine è ovviamente negli USA, con la denominazione di tifoni ed uragani – è tedesca. Risale al 1954, quando Karla Wege, allora studentessa di meteorologia alla Freie Universität di Berlino, poi diventata la prima donna ad annunciare le previsioni del tempo alla tv tedesca, decise di dare un nome agli eventi atmosferici: <<Pensavo che così le persone che si sarebbero interessate al bollettino meteorologico avrebbero memorizzato meglio i fenomeni>>, ha spiegato la dottoressa Wege a “Volle Kanne”, popolare trasmissione-contenitore del mattino della ZDF, il secondo canale pubblico. Fino al 1990 l’abitudine restò confinata all’area di Belino, poi diventò un’istituzione in tutta la Germania ed oltre i suoi confini, almeno nell’Europa centrale.

Tutti fenomeni atmosferici che hanno influenza sull’area mitteleuropea vengono “battezzati” con nomi di donna o di uomo. Per non fare discriminazioni ogni anno si alternano quelli femminili a quelli maschili: in questo 2015 al sole si accoppiano appellativi femminili, alla pioggia nomi maschili. I nominativi sono scelti ed attribuiti ancora oggi dal centro meteorologico della Freie Universität di Berlino: rigorosamente in ordine alfabetico-cronologico. La lista dei nomi è ufficialmente riconosciuta dal Deutscher Wetterdienst (DWD), il centro meteorologico nazionale e in conseguenza usata nei bollettini meteo di televisioni, radio, giornali e siti Internet.

Ma la curiosità maggiore è che chiunque può diventare “padrino” di un anticlone o di una perturbazione. Basta rivolgersi al centro meteorologico “Wetterstation 10381” della Freie Univesität, ospitato nella storica torre idrometrica del quartiere berlinese di Dahlem, chiedere quali nomi siano disponibili, pagare 299 euro per aggiudicarsi quello di un anticilone o 199 per una perturbazione. La differenza nel prezzo è semplicemente spiegata: a queste latitudini i periodi di bel tempo sono decisamente più rari delle brutte giornate. Il ricavato permette al centro di sostenere i costi di un monitoraggio continuo del tempo, effettuato dai suoi studenti.

La richiesta di patronati è notevole, anzi, la lista dei nomi disponibili si esaurisce quasi subito dopo la pubblicazione (ovviamente anche su Internet: http://www.met.fu-berlin.de/wetterpate/). C’è chi acquista il diritto ad un nome per se stesso, ma i più per fare un regalo originale, magari alla fidanzata o al fidanzato, a un amico, a un’altra persona cara. Il tutto certificato da regolare diploma. Naturalmente non si sa mai con precisione quando il bel periodo di sole e caldo o quello di pioggia e freddo, dei quali si è acquistato il nome, arriveranno. Ma certamente, prima o poi, arriveranno. E qualche volta può succedere anche che, a posteriori, qualcuno finisca quasi per vergognarsi di tale insolito patronato. Come nel caso di una bella ragazza alla quale i colleghi di lavoro hanno intitolato “Ela”, lo spaventoso uragano che un anno fa devastò mezza Germania.