Zapping tra Crozza e Welke: anche i tedeschi fanno buona satira, ma senza turpiloquio

Zapping TV tra Italia e Germania. Non perdo certo l’occasione di guardare sulla 7 la prima della nuova serie di Crozza nel Paese delle Meraviglie. Maurizio Crozza è bravissimo e fa (anche) ridere. Oltre che riflettere. Forse meno imitatore, sempre più “Crozza” anche quando si trasfonde mirabilmente nei suoi personaggi imitati. Caustico, non risparmia nessuno. Ma perché tanta volgarità? Molta più del solito, spesso gratuita. Il doppio senso osceno è spinto al massimo. La gag dell’ “in. cool. 8” è divertente, ma ovviamente tutto è giocato sulla pronuncia e il risultato è quello e nient’altro. Poteva arrivarci che Lino Banfi vecchia maniera. Andando avanti, l’intercalare con il “c…” sempre in bocca diventa, alla fine, deprimente. Ma la chiosa con l’imitazione di tal Matano che per far ridere deve ricorrere al peto, è davvero penosa.

Cambio canale: ZDF. Altro ritorno: Die Heute Show con Oliver Welke. Uno dei massimi porofessionisti del mezzo televisivo che si possano immaginare: , giornalista, moderatore, entertainer e comico eccellente, ma anche splendido commentatore di calcio. Non ne esistono di uguali, credo.

Welke attacca i politici, mette alla berlina la ministra della difesa Ursula von der Leyen con la storia del plagio del suo Doktorarbeit, distrugge Winterkorn e la Volkswagen per il “Dieselgate”. Sbatte in faccia ai telespettatori l’indiscutibile realtà che la lobby dell’industria dell’auto, in Germania, fa da sempre il bello e il cattivo tempo. Poi chiude con una magistrale intervista a un politico le cui idee potranno anche non piacere, Gregor Gysi, ma del quale la Germania sentirà sempre più la mancanza come protagonista sulla scena del Bundestag.

L’intera trasmissione senza volgarità, con qualche doppio senso – d’accordo- ma niente coprofonia dilagante.

Guardando Die Heute Show un italiano che vive in Germania ha la conferma (ma ce n’è bisogno?) che anche i tedeschi sanno avere eccome, senso dello humor e grandi capacità di satira. Guardando “questo” Crozza lo stesso italiano un po’si vergogna per come la nostra comicità storica, quella dei Toto, dei Walter Chiari, dei Sordi, del Trio, di Troisi, dello stesso Benigni, sia annegata nel turpiloquio.

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