Quel pasticciaccio, poco tedesco, del pedaggio autostradale

Da quando Hitler fece realizzare le prime „Autobahnen“ d’Europa, i tedeschi non hanno mai pagato un pedaggio per utilizzarle. L’autostrada gratis è uno dei pilastri più solidi della società e della cultura di questo paese. Quasi come l’assenza di limiti di velocità sulle medesime, che tale non è praticamente più: ormai quasi un terzo della rete autostradale tedesca è sottoposta a limiti, spesso variabili in funzione delle condizioni di traffico e di pericolosità oggettiva, di norma fino a 120-130 km/h. Ma è un fatto che le autostrade tedesche offrano anche – probabilmente uniche al mondo – lunghi tratti dove si può correre a proprio piacimento. Tra parentesi: lo sapevate che alcuni tour operator stranieri, soprattutto giapponesi, mettono nel pacchetto dei turisti per la Germania anche una corsa sull’autostrada, per provare il brivido della guida senza limiti? Ma torniamo all’argomento pedaggio. Con ricorrenza ciclica qualche anima amena di politico salta fuori con l’idea di introdurre il pedaggio anche per le automobili. I veicoli pesanti sopra le 3.5 tonnellatel o pagano già da qualche anno. Ma poi, dopo un po‘ di chiasso sui media, non se ne fa nulla. Ora è tornato alla carica l’attuale ministro dei trasporti del governo Merkel, Alexander Dobrindt, esponente dalla CSU, l’ala bavarese del partito cristiano democratico (CDU) della cancelliera, partner di coalizione con la SPD. Il ministro ha preso nel mirino gli automobilisti stranieri, „rei“ di percorrere a sbafo in lungo e largo la rete delle „Autobahnen“, contribuendo in modo sostanziale al loro deperimento e senza contribuire a sostenere i costi per la manutenzione. Ergo, facciamogli pagare il pedaggio. Ovviamente è arrivato subito il no di Bruxelles  ad una discriminazione del genere. Il ministro ha quindi esposto  la sua geniale  idea per salvare capra tedesca e cavoli europei. In sintesi: pedaaggio per tutti, tedeschi e stranieri, ma contemporaneo sconto compensativo soltanto per i tedeschi sotto forma di riduzione della tassa di possesso dell’autoveicolo. Idea in sè semplice, ma l’ineffabile ministro ha proposto una soluzione farragginosa e complicata, un vero pasticcio, che prevede da un lato l’introduzione di una vignetta dal costo variabile tra i 24 e 108,08 euro all’anno, a secondo della cilindrata, del fatto che si tratti di vetture a benzina o diesel, del loro grado di inquinamento. Con un ancora più complicato meccanismo di compensazione rispetto alla tassa di possesso che non sto a descrivere. Naturalmente sono previste anche vignette solo per gli stranieri, per 10 giorni o due mesi, dal costo da 10 e 20 euro. La cosa più importante, però, è che tale vignetta non sarebbe obbligatoria soltanto per chi vuole usare l’autostrada, ma per la circolazione su qualsiasi strada aperta al pubblico! Insomma, un altro balzello generalizzato per gli automobilisti.  Apriti cielo! La cancelliera per il momento ha lasciato dire, la SPD e le opposizioni di sinistra hanno già protestato, ma ad infuriarsi di brutto sono stati i „vicini“ più interessati: Olanda ed Austria.  I ricorsi in sede europea sono scontati.

Ma, dico, non sarebbe stato più semplice , come negli altri paesi che non hanno l’esazione del pedaggio ai caselli – Austria, Svizzera, Ungheria, tanto per citarne alcuni – introdurre tout court la vignetta solo per l’autostrada? Certo, i tedeschi avrebbero protestato, e non poco. Ma alla fine avrebbero fatto buon viso a cattivo gioco. Come sempre. Anche loro. Di bello c’è, però, che l’intruzione del pedaggio è prevista entro il 2016. Mia previsione: non se ne farà nulla, almeno in questi termini. Ma che prima o poi anche in Germania arriverà il pedaggio  – per tutti – sulle autostrade, non ci piove.