
MARCO DEGL’INNOCENTI
MONACO DI BAVIERA – “Adesso” è una bella rivista tedesca. Anche se per la verità si dovrebbe definire italiana. Perché se pur pubblicata in Germania – la redazione è a Monaco di Baviera – la sua peculiarità (ma la chiamerei senza esagerare vocazione) è cercare di insegnare, meglio dire fare apprezzare, la nostra lingua ai tedeschi in un modo davvero originale. Ed efficace. I suoi articoli, tutti assai ben scritti, raccontano il Bel Paese, le sue bellezze, gli aspetti culturali più interessanti, ma anche i suoi personaggi e spesso la sua politica in modo molto chiaro. Ad integrazione, le traduzioni, integrali o parziali, spesso solo come chiose o riferimenti dei testi offerti. Ovviamente non manca la grammatica, a sua volta presentata in modo semplice e stimolante. La sua lettura è un piacere anche per gli italiani.
Per un umbro che vive in Germania come me il numero 10 di “Adesso” di quest’anno è particolarmente interessante. Dedicato a “nostro” lago, il Trasimeno. “Urlaub am Lago? Ja, aber in Umbrien!”: il titolo in copertina fa capire già il tono del pezzo portante dell’edizione. Lo ha scritto una giornalista che vive a Roma, Marina Collaci, che ammette nell’incipit di non aver mai visto il lago prima che, con insistenza ed entusiasmo, gliene avessero parlato proprio…degli amici tedeschi, abituali campeggiatori in riva alle sue acque! E dire che il Trasimeno si trova a poco più di due ore d’auto dalla capitale italiana.
L’autrice scopre così un mondo che le si apre inatteso e sorprendente. “Gli uliveti lasciano spazio ai campi di grano, le colline diventano sempre più morbide e, quasi all’improvviso, compare una distesa d’acqua così ampia da sembrare il mare”. L’essenza, la natura, l’anima del Trasimeno le appaiono subito nitide ed allo stesso tempo profonde. Onestamente, non ho mai letto una descrizione così calzante, oltre che bella, del “nostro” lago: ”Il Trasimeno scintilla nella luce del mattino. Le sue tre isole (Maggiore, Minore e Polvese n.d.r.) sembrano sospese tra acqua e cielo. Non ci sono montagne spettacolari a a fare da cornice, né ville sontuose come sui laghi del Nord. È un paesaggio discreto, quasi timido. Forse è questo il suo fascino. Non cerca di stupire, invita, anzi, a rallentare”.
Il viaggio della giornalista intorno e sul lago umbro – che è il quarto lago d’Italia come superficie – comincia da una dei suoi centri più caratteristici e turisticamente di rilievo, Castiglione del Lago, dominato dalla Rocca del Leone. Con il traghetto sbarca sull’Isola Maggiore e scopre la tradizione antica ed ancora viva dei merletti d’Irlanda, si sposta a Passignano, l’altro borgo rivierasco più importante, per proseguire nel pittoresco San Feliciano. E poi i paesini che lo dominano a tra i quali Paciano e – più distante, ma ancora nel suo comprensorio geografico – la splendida medievale Città della Pieve. Il tutto punteggiato da incontri con personaggi di ogni giorno, ma comunque speciali, come Norbert, un sudtirolese che qui è sceso, dalle Dolomiti, per produrre olio biologico. E naturalmente da curiosità varie e da annotazioni utili per visitatori e turisti.
Un’ulteriore considerazione è, per me, la sintesi dell’esperienza della collega romana sulle rive del lago umbro: “Al Trasimeno, in estate, risuonano molte lingue: si sente parlare italiano, tedesco, olandese. Mi viene da sorridere pensando alla domanda che mi ha portato fino qui: possibile che siano proprio loro ad aver scoperto un luogo che noi italiani abbiamo sotto gli occhi ma non vediamo?”