
Dalla Bild: “I giovani dicono davvero sempre meno “bitte”
MARCO DEGL’INNOCENTI
MONACO DI BAVIERA – “Bitte”. Forse la parola che ogni straniero alle prese con la lingua tedesca, impara prima di qualsiasi altra. Insieme con “danke”, ovviamente. Anche nel più sturmtruppesco tedesco maccheronico “bitte” ricorre sempre. Una “Höflichkeitspartikel”, una “particella di cortesia”, che, manco a ricordarlo, in italiano significa “prego” o anche “per favore”. Quante volte, nei primi tempi della mia permanenza in Germania, ormai più di cinquanta anni fa, mi sono sentito se non proprio redarguito, quantomeno puntigliosamente ripreso, quando nel formulare una domanda, una richiesta, non avevo esplicitamente preposto, o posposto, la fatidica particella “bitte”.
Ora i puristi della lingua di Goethe saranno saltati sulla sedia nell’apprendere dai quotidiani tradizionali, tra i quali la pur sempre molto letta “Bild” e la ben più seriosa “Süddeutsche Zeitung”, che tra le giovani generazioni l’uso del “bitte” sta tramontando. Almeno così avrebbe stabilito una ricerca, citata dai giornali, della Freie Universität di Berlino e dell’Università di Bielefeld.
Stando alla quale soltanto un trentenne su quattro dice davvero “bitte”, mentre tra i settantenni la particella è usata ancora almeno nel doppio dei casi. Ma ciò non significa – sottolinea la ricerca – che i giovani siano diventati più maleducati. Semplicemente, si esprimono in maniera diversa e usano sempre più spesso parole come “vielleicht” (forse) o “eventuell” (eventualmente). Per cui la frase “me lo puoi FORSE spiegare” suonerebbe altrettanto a amichevole e cortese che usando il “per favore”. Questo tipo di formulazioni sarebbe particolarmente diffusa nelle regioni meridionali della Germania, ove addirittura si combinerebbero insieme forme di cortesia ancora più complesse tipo “Könnte ich eventuell ganz kurz mal…”Potrei eventualmente molto brevemente…”.
Sarà davvero così? Forse anche perché, data l’età, non ho molto a che fare con giovani e giovanissimi, do credito a quanto sostiene la ricerca in questione. Che si sofferma anche su un’altro aspetto dell’evoluzione della lingua tedesca parlata che possiamo invece tranquillamente sottoscrivere: cioè che anche il “Sie” ovvero il “Lei” stia sempre più perdendo terreno, a favore di un dilagante “du” (tu) almeno stando al linguista della FU di Berlino Janel Zoske, citato sempre dalla stampa in questione. Ma su questa constatazione non mi sembra ci siano troppe differenze con quanto sta avvenendo anche in Italia.