La sfida di Eataly a Monaco di Baviera

“Finito mit Panne in der Schranne!“. Con questo titolo – evocativo, ma anche benaugurante – che non crediamo necessiti di traduzione nel suo fritto misto italo-tedesco, l’edizione di Monaco di Baviera della Bild ha celebrato l’apertura del primo Eataly in Germania e in Europa fuori dai confini italiani. Il tempio del Made in Italy della gastronomia, nato dalla creatività del piemontese Oscar Farinetti ed esportato con successo il tutto il mondo, con altre 27 filiali da Torino a San Paolo, da Roma a New York, da Milano a Yokohama, pe citarne solo alcune, dal 26 novembre apre i suoi battenti, ma sarebbe meglio dire i grandi portali di vetro, in uno dei più affascinanti, quanto finora sfortunati, spazi commerciali della capitale bavarese: la Schrannenhalle, accanto al celeberrimo Viktualien Markt, il tradizionale mercato in pieno centro cittadino.

Le “Pannen”, ovvero i fallimenti – più o meno nel senso proprio del termine – si sono succeduti in 10 anni di aperture, chiusure e riaperture di quelli che furono antichi magazzini di frumento, dalla essenziale ed elegante struttura di ferro. Persino un mostro sacro della gastronomia vip locale, Käfer, icona della cosiddetta “Münchens –Schickeria”, ha alzato in breve tempo bandiera bianca dopo uno strombazzatissimo sbarco nella Schrannenhalle.

Eataly sembra, però, essere davvero la “missione” ideale per questo spazio coperto di 4.600 metri quadrati in posizione strategica al centro della zona dello shopping e del turismo. Farinetti e i suoi portano in una città tedesca che il luogo comune celebra come “la più a nord dell’Italia”, ma che indubbiamente rivolge al nostro Paese un’attenzione particolare –dalle centinaia di ristoranti più o meno italiani, ai bar dove espresso e cappuccino “vanno” quasi come a Sant’Eustachio, alle lussuose boutique delle principali firme del Made in Italy – un modo diverso di accostarsi alla vera cultura enogastronomica mediterranea. Il concetto di Eataly: ristorante, bistrot, bar, mercato, enoteca, luogo d’incontro, fusi in un’offerta d’assieme che risulta estremamente piacevole e fruibile. I luminosi volumi, con arredamenti moderni, funzionali, allegri, evidenziano – in quella che viene denominata la Piazza –gli spazi dedicati al mangiare tipico della cucina mediterranea: dalla pizza alle paste, dalle verdure alle carni. Ci sono la bottega del fornaio e quella del salumiere e dei formaggi, c’è la gelateria, c’è la pasticceria. Ovviamente c’è il bar – sotto le insegne della Illy, la grande azienda triestina del caffè che a Monaco è particolarmente radicata sul territorio (oltre ad averne la sede commerciale per la Germania), cui fa contrappunto lo stand di un altro brand italiano di fama mondiale, la Nutella. Nei vari spazi gastronomici ci si può incontrare per un aperitivo, un caffè, attardarsi a gustare anche un solo piatto, bere un calice di vino di spumante, farsi un panino con formaggi o salumi tipici. Ai fornelli, dietro i banconi o tra i tavolini, uno stuolo di ragazze e ragazzi simpatici e gentili, in parte italiani, ma non solo. Italiani, ovviamente, gli chef responsabili. C’è pure il “casaro” nostrano che prepara in bella vista ogni giorno freschissima mozzarella e si può perdonare ad Eataly il peccato veniale di non evidenziare nel dovuto modo che non “di bufala” si tratta.

Chi vuole concedersi un pasto più completo sale al piano superiore dove lo chef marchigiano Lucio Pompili, uno dei primi “stellati” italiani, lancia la sua sfida in terra tedesca con il ristorante Adriatico, specializzato in pesce.

La Piazza si integra con il Mercato: sugli scaffali ben ordinati e d’indubbia presa anche visiva, un’offerta enorme di prodotti alimentari italiani, tutti di altissima qualità, a partire dall’infinita varietà di pasta artigianale, prevalentemente dalla campana Gragnano, la capitale mondiale dell’alimento più italiano che ci sia. Per gli estimatori dell’olio extra vergine d’oliva, (rigorosamente e senza timori di sorprese…), un’offerta altrettanto notevole. Per non parlare di sughi, salse, condimenti vari: E degli accessori per cucina, alcuni utili tutti i giorni, altri da scegliere anche come simpatici gadget da regalo. Il tutto a prezzi assolutamente corretti.

Il piano inferiore riserva ancora una sorpresa a dir poco da lasciare a bocca aperta: un’enoteca con oltre 1.100 qualità di vini, quasi 150 mila bottiglie: tutta l’Italia enologica è rappresentata, anche qui con attenzione al rapporto qualità-prezzo: << Bottiglie di eccellente vino a un prezzo minimo di 8,50 euro ciascuna>>, spiega Nicolò Doni, responsabile vini, oli e bibite per l’estero di Eataly, che mostra con orgoglio una peculiarità ormai rara da trovare persino in Italia: il ritorno della mescita tradizionale: <<Il vino si può acquistare sfuso, ottimo rosso o bianco, a 3,50 euro al litro>>. Accanto all’enoteca, un’altra delizia di Eataly: la grande cioccolateria, della premiata ditta piemontese Venchi. Un tripudio di cioccolata! E sullo stesso piano, anche i locali per una scuola di cucina italiana, a cui chiunque si può iscrivere.

Per finire, un ampio spazio è dedicato ad un genere che soltanto all’apparenza non ha a che fare con il food: la bicicletta, con una splendida show room della Bianchi, tanti modelli esposti nel tradizionale azzurro-turchese ed anche un’officina di riparazioni delle biciclette per il pubblico.  <<Cibo vuol dire energia e chi va in bici ha bisogno di energia – spiega Luca Baffigo Filangieri, che con Nicola Farinetti, figlio del patron di Eataly, ha fatto gli onori di casa nella visita per i media – e Monaco è una città dove la bicicletta è sovrana. Ecco dunque il connubio con uno dei marchi di biciletta italiani più ricchi di tradizione e famosi nel mondo>>.

Per concludere con una metafora in tono, Eataly ha voluto la bicicletta di Monaco di Baviera. Dovrà pedalare, ma se le promesse di qualità, originalità e simpatia, valori esportati con successo dal marchio di Farinetti in tutto il mondo, saranno mantenute, anche la Cima Coppi della Schrannenhalle sarà, finalmente, conquistata.

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