
La spettacolare vista delle Alpi dalle Langhe con il Monviso (Foto Ursula Geel)
MARCO DEGL’INNOCENTI
ALBA (CN) – Il boom delle biciclette a pedalata assistita (“e-bikes”) negli ultimi anni ha contribuito ad incrementare notevolmente il cicloturismo. Anche e soprattutto tra le persone non più giovanissime. Per non dire alquanto mature. Germania, Svizzera, Austria, ma più in generale tutti i paesi del centro e nord Europa, sono da molto tempo all’avanguardia quanto a diffusione del turismo del pedale ad ogni età, anche per la loro cultura da sempre vicina alla bicicletta, ma soprattutto grazie alle infrastrutture che ne rendono l’uso praticabile al meglio. E non ci riferiamo soltanto alle piste ciclabili, ma a percorsi o itinerari sicuri e ben segnalati, ad alberghi e agriturismi attrezzati per accogliere le bici elettriche anche con punti di ricarica.
Anche l’Italia ha fatto progressi, pur se a macchia di leopardo se si considerano le vare regioni. Il Piemonte è tra quelle che più si si sono consolidate con successo in questo tipo di “turismo lento” di qualità. Largamente spinto proprio dalla grande diffusione dell’” e-bike”: l’unica bicicletta capace di far affrontare praticamente a tutti percorsi impegnativi con salite davvero importanti, che caratterizzano alcune delle zone più belle e rinomate del nostro Paese.
Luoghi che proprio tedeschi e svizzeri conoscono ed amano particolarmente. Con un gruppo di loro abbiamo affrontato un percorso di circa una settimana lungo i ripidi saliscendi di Langhe, Alta Langa, Roero e Monferrato. Un anello di quasi 250 km, con partenza ed arrivo ad Alba, tappe tra i 30 e i 50 km, ascesa media per ogni frazione di 600 metri con punte di 900.
IL PAESAGGIO – Questo articolo non è una guida turistica. Vorremmo solo fissare alcuni capisaldi per introdurre il giro. In primo luogo il paesaggio. Dalle ondulate e morbide colline delle Langhe classiche, monocoltivate a vigne digradanti a perdita d’occhio e curate come se qualcuno ci avesse passato sopra un gigantesco pettine, agli impenetrabili noccioleti dalle foglie in questo periodo verde scurissimo che si stendono sui più aspri rilievi dell’Alta Langa. E ancora agli ariosi vigneti del Monferrato e del Roero. Su e giù sovrastando i tre fiumi che quei territori attraversano: Tanaro, Belbo e Bormida. Ad occidente, sullo sfondo, ma a seconda della qualità dell’aria persino vicinissima, l’imponente cerchia delle Alpi con il Monviso e la sua inconfondibile silhouette a piramide.
LE STRADE – Le strade, adesso. Si pedala, arrampicandosi e discendendo – con cautela – lungo stradine vicinali o poderali quasi sempre asfaltate, anche se la copertura bituminosa non è ovunque di buona qualità. I motori elettrici vengono messi a dura prova, a seconda dello stato delle rispettive gambe e non si deve sottovalutare la capacità delle batterie. Ed attenzione ai freni ed a “come” frenare. Qualche trattore spunta all’improvviso. Occhio! Soprattutto nelle ripartenze in salita: l’“e-bike” ha bisogno di un po’ di esperienza.
Le App specializzate scaricate sui navigatori per bici, ma anche sui normali telefoni cellulari, consentono di individuare numerosi percorsi. Talvolta, però, l’algorismo tradisce le reali condizioni di strade e stradine. E non ci sono, nella realtà, itinerari individuati e segnalati in modo chiaro e coerente, a parte rare eccezioni. Soprattutto se il gruppo è numeroso è consigliabile, anzi indispensabile, ricorrere ad una guida esperta. L’agenzia specializzata di Milano “Bici & Vacanze” (www.bicievacanze.it) – che ha organizzato il nostro tour – ne ha messe a disposizione ben due: Stefano e Valeria, che – oltre ad avere contribuito alla definizione del percorso – si sono integrati perfettamente nella conduzione vera e propria del gruppo in bici, nella logistica, compreso il comodo trasporto del bagaglio tra i vari luoghi di pernottamento. Ma soprattutto hanno conquistato i partecipanti trasmettendo entusiasticamente il loro inesauribile patrimonio di conoscenza delle zone, sotto tutti i punti di vista: turistico, culturale, storico, e anche – non da sottovalutare – enogastronomico.
Proprio questo è un punto di forza del cicloturismo nelle belle zone del Piemonte che abbiamo attraversato. Tra alberghi ristoranti, trattorie, osterie e agriturismi, per non parlare delle cantine, l’offertaè vastissima. La qualità sempre molto alta. Tutte le strutture scelte avevano la possibilità di ricoverare in sicurezza le bici e di ricaricarne le batterie. E poi le degustazioni di vino e formaggi tipici: una tentazione irresistibile. Certo, da avvicinare con il dovuto giudizio, meglio se al termine o quasi di ciascuna tappa, meglio se in un agriturismo dove, poi, si pernotta.
LE CRITICITA’ Concludiamo con le criticità. Si è detto degli splendidi itinerari disegnati sulle colline. Il problema è che tra una zona e l’altra, perlopiù in fondovalle, non ci sono collegamenti “di ricucitura” tra i percorsi altrettanto sicuri per le biciclette. Sia pure per pochi chilometri sono inevitabili tratti di strade provinciali molto trafficati, con numerosi inserimenti o incroci pericolosi e rotonde altrettanto da brividi. Di piste ciclabili protette neppure l’ombra. Quando non ci si imbatte in vere e proprie provocazioni da rischiare la pelle, come una pretesa “ciclabile” mal tracciata sul marciapiede, che attraversa la nota località di Canelli, patria dell’Asti Spumate, o quegli spezzoni di…non so come definirli, che rendono un incubo entrare ad Alba ed uscirne. Infine, alcune delle località maggiormente turistiche come Barolo, Barbaresco, Neive, non offrono alcuna possibilità di parcheggiare le bici. Non parliamo di ricarica…I loro bellissimi centri storici sono invasi dalle auto ammassate praticamente ovunque.
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ALBA (Cuneo) – Der Boom der Fahrräder mit elektrischer Tretunterstützung („E-Bikes“) hat in den vergangenen Jahren wesentlich zum Wachstum des Radtourismus beigetragen – insbesondere auch bei Menschen jenseits der jüngeren Generation, um nicht zu sagen: im reiferen Alter. Deutschland, die Schweiz und Österreich, allgemein jedoch nahezu alle Länder Mittel- und Nordeuropas, gelten seit Langem als Vorreiter des Fahrradtourismus für alle Altersgruppen. Das liegt nicht nur an einer traditionell ausgeprägten Fahrradkultur, sondern vor allem an den Infrastrukturen, die das Radfahren praktikabel und attraktiv machen. Gemeint sind dabei nicht allein Radwege, sondern sichere und gut ausgeschilderte Routen, ebenso wie Hotels und „Agriturismi“, die auf „E-Bikes“ eingestellt sind und über Lademöglichkeiten verfügen.
Auch Italien hat Fortschritte erzielt – wenn auch regional sehr unterschiedlich. Das Piemont zählt zu den Regionen, die sich besonders erfolgreich im hochwertigen „sanften Tourismus“ etabliert haben. Maßgeblich gefördert wurde diese Entwicklung gerade durch die starke Verbreitung des „E-Bikes“: jenes Fahrrads, das es heute praktisch jedem ermöglicht, auch anspruchsvolle Strecken mit erheblichen Steigungen zu bewältigen – genau jene Landschaften also, die zu dem schönsten und renommiertesten Italien gehören.
Gerade deutsche und schweizerische Gäste kennen und schätzen diese Gegenden seit Langem. Gemeinsam mit einer Gruppe von ihnen haben wir eine rund einwöchige Tour entlang der steilen Auf- und Abstiege der Langhe, Alta Langa, des Roero und Monferrato unternommen. Eine Schleife von knapp 250 Kilometern mit Start und Ziel in Alba, Tagesetappen zwischen 30 und 50 Kilometern sowie durchschnittlich 600 Höhenmetern pro Abschnitt – mit Spitzenwerten von bis zu 900 Metern.
DIE LANDSCHAFT – Dieser Beitrag versteht sich nicht als Reiseführer. Vielmehr sollen einige Grundzüge dieser Tour skizziert werden. Zunächst die Landschaft: von den sanft geschwungenen Hügeln der klassischen Langhe, geprägt von endlosen, sorgfältig gepflegten Weinbergen, die wirken, als hätte jemand sie mit einem riesigen Kamm geordnet, bis hin zu den dichten Haselnusshainen der Alta Langa, deren dunkelgrüne Blätter sich über die schrofferen Höhenzüge legen. Hinzu kommen die offenen Weinlandschaften des Monferrato und des Roero. Ständig geht es bergauf und bergab, oberhalb der drei Flüsse, die diese Gebiete durchziehen: Tanaro, Belbo und Bormida. Im Westen erhebt sich – je nach Luftqualität manchmal scheinbar ganz nah – der imposante Alpenbogen mit dem Monviso und seiner unverwechselbaren pyramidenförmigen Silhouette.
STRAẞEN UND WEGEN – Die Straßen verdienen besondere Aufmerksamkeit. Gefahren wird auf schmalen Gemeindestraßen und Wirtschaftswegen, meist asphaltiert, wenn auch nicht überall in bestem Zustand. Die Elektromotoren werden – je nach Kondition der Fahrerinnen und Fahrer – stark beansprucht, weshalb die Reichweite der Akkus keinesfalls unterschätzt werden sollte. Ebenso wichtig: die Bremsen und der richtige Umgang mit ihnen. Immer wieder taucht plötzlich ein Traktor auf – Vorsicht also. Besonders beim Wiederanfahren am Berg erfordert das „E-Bike“ ein gewisses Maß an Erfahrung.
Spezialisierte Apps, die auf Fahrradnavigationsgeräten oder Smartphones installiert werden können, bieten zahlreiche Routenvorschläge. Doch nicht selten stimmen die algorithmisch berechneten Wege nur bedingt mit den tatsächlichen Straßenverhältnissen überein. Klar und einheitlich ausgeschilderte Routen sind – von wenigen Ausnahmen abgesehen – kaum vorhanden. Vor allem bei größeren Gruppen empfiehlt sich daher unbedingt die Begleitung durch erfahrene Guides. Die Mailänder Spezialagentur „Bici & Vacanze“, (www.bicievacanze.it) die unsere Tour organisiert hat, stellte gleich zwei Begleiter zur Verfügung: Stefano und Valeria. Sie wirkten nicht nur an der Ausarbeitung der Strecke mit, sondern integrierten sich perfekt in die praktische Leitung der Gruppe, in die gesamte Logistik einschließlich des komfortablen Gepäcktransports zwischen den Unterkünften. Vor allem aber begeisterten sie die Teilnehmenden mit ihrem unerschöpflichen Wissen über die Region – touristisch, kulturell, historisch und nicht zuletzt kulinarisch.
Gerade darin liegt eine besondere Stärke des Radtourismus in den durchquerten Regionen des Piemont. Zwischen Hotels, Restaurants, Trattorie, Osterie und „Agriturismi“ – von den Weingütern ganz zu schweigen – ist die Auswahl enorm, die Qualität durchweg hoch. Sämtliche Unterkünfte boten sichere Abstellmöglichkeiten für Fahrräder und Lademöglichkeiten für die Akkus. Hinzu kommen Wein- und Käseverkostungen regionaler Spezialitäten – eine kaum widerstehliche Versuchung. Allerdings sollte man diese Genüsse mit Bedacht angehen, idealerweise am Ende einer Etappe und möglichst in einem Agriturismo, in dem man anschließend auch übernachtet.
DIE SCHWACHSTELLEN – Abschließend zu den Schwachstellen: Die wunderschönen Routen über die Hügel stehen außer Frage. Problematisch sind jedoch die Verbindungen zwischen den einzelnen Gebieten, meist in den Talsohlen. Dort fehlen sichere „Verknüpfungsstrecken“ für Radfahrer. Selbst wenn es nur um wenige Kilometer geht, lassen sich stark befahrene Provinzstraßen mit zahlreichen gefährlichen Einmündungen, Kreuzungen und Kreisverkehren kaum vermeiden. Von geschützten Radwegen fehlt jede Spur. Mitunter stößt man sogar auf geradezu provokative Lösungen, die lebensgefährlich wirken – etwa eine schlecht markierte angebliche „Radspur“ auf dem Bürgersteig durch den bekannten Ort Canelli, Heimat des Asti Spumante, oder jene kaum definierbaren Straßenabschnitte, die das Ein- und Ausfahren nach Alba zu einem Albtraum machen. Schließlich bieten selbst stark touristisch geprägte Orte wie Barolo, Barbaresco oder Neive keinerlei angemessene Möglichkeiten zum Abstellen von Fahrrädern – von Ladestationen ganz zu schweigen. Ihre wunderschönen historischen Zentren werden stattdessen von Autos dominiert, die praktisch überall dicht an dicht parken.