Eataly a Monaco: conferma di un successo

Alle 13 di un normale giorno lavorativo, gli oltre 200 tavolini dei tre ristoranti “dedicati” – Pizza & Pasta, Verdure e Carne – sono quasi tutti occupati. I clienti devono persino attendere qualche manciata di secondi prima che gentili e sorridenti giovani cameriere e camerieri – non c’è self service, per fortuna – li facciano accomodare sulle piacevoli sedie di plastica dal moderno e originale design, che evoca il cristallo sfaccettato di un gioiello Swarovski. Anche il Mercato, con i suoi scaffali pieni di specialità gastronomiche è ben visitato, così come il banco dei salumi e dei formaggi freschi. A due mesi dalla sua inaugurazione nella Schrannenhalle di Monaco di Baviera la prima Eataly tedesca sembra davvero un successo.

Per la prima volta nella sua tormentata storia di chiusure e fallimenti questa grande, luminosa, struttura liberty al centro della capitale bavarese sembra finalmente avere trovato la sua missione. Il novello tempio della gastronomia Italiana, il cui concetto innovativo è stato esportato dal piemontese Oscar Farinetti ormai in mezzo mondo, anche in Germania sembra davvero avere conquistato pubblico locale e turisti di passaggio.

E dire che la nostra visita di “ricognizione”, per dir così, era stata invece motivata da un articolo del quotidiano popolare Bild che sembrava gettare qualche dubbio proprio sul fatto che Eataly avesse fatto centro nella difficile, per i suoi gusti esigenti e al contempo le sue abitudini tradizionali, Monaco di Baviera.

“Italo Lust oder Italo Frust (Voglia d’Italia o italo-frustrazione N.d.R.) era stato il titolone del tabloid che ci aveva infuso non pochi dubbi sul successo dell’operazione del gruppo multinazionale italiano. A leggerlo bene, però, l’articolo pur riportando favorevoli giudizi di visitatori, incentrava le proprie perplessità su tre brevi critiche anonime riportate da siti come Trip Advisor e Yelp.

Un po’troppo poco, per giudizi affrettati. Non c’era che da provare di persona.

Eccoci dunque nello spazio più frequentato, quello della Pasta e della Pizza. Un ambiente piacevole, sia per un veloce pasto da soli, sia per intrattenersi con qualcuno, durante la degustazione. Si può sedere anche al bancone e seguire, ammirati, come un team di giovani cuochi e addetti alla cucina preparano i piatti, tutti al momento. La maggioranza di loro è italiana, come il 70 per cento dei circa 200 addetti in totale. Ci viene servito lo “special “della settimana: agnolotti del plin, tipico piatto piemontese. Ottima la consistenza della pasta fresca, soprattutto perfetta la cottura in un paese dove il concetto di “al dente”, anche nei ristoranti italiani, ancora oggi non è per niente scontato. Gustosissimo il sugo di arrosto. Insomma, un bel piatto dal costo di 14 euro. Non proprio economicissimo, ma nella media della ristorazione italiana in una città come Monaco. Peraltro piatti più semplici si possono già avere sotto i 10 euro, come i classici spaghetti al pomodoro (8 euro). E le pizze sono quasi tutte sotto i 10 euro. Anche il bicchiere di ottimo Gavi di Gavi, bianco piemontese d’eccellenza, a 4,50 euro è nella norma.

<<Cerchiamo di mantenere i nostri prezzi un po’sotto quelli dei due maggiori ristoranti che al centro di Monaco offrono gastronomia italiana di qualità>>, spiega Andreas Reisert, il giovane e bravo addetto stampa di Eataly.

Una delle critiche mosse nell’articolo della Bild al concetto alla base della ristorazione di questo nuovo tipo di locale è che l’offerta sia troppo ristretta, a seconda che si decida di scegliere il tipo di ristorante: per pasta e pizza, per verdure, per le carni. In effetti, questo è il concetto alla base di Eataly in tutto il mondo ed è ovunque vincente. Ma poi non è proprio così, perché, ad esempio, proprio nel ristorante della carne è possibile anche ordinare un piatto di pasta diverso ogni settimana. In ogni caso, lo spazio che più “incontra” è quello dedicato a pasta e pizza, tanto che da qualche settimana è stato adottato l’orario continuato, mentre per negli altri due la cucina è in funzione dall3 11,30 alle 16 e dalle 18 alle 22,30. Per i più esigenti e per un pasto meno veloce, al piano superiore c’è l’elegante ristorante Adriatico, con menu alla carta, dello chef italiano Lucio Pompili, molto apprezzato per le sue specialità a base di pesce.

Ovviamente non può mancare un buon caffè: il bar della Illy, che è un vero punto di incontro al centro della cosiddetta Piazza di Eataly, serve un ottimo, vero, espresso italiano a 1,80 euro: prezzo alto per l’Italia, ma a Monaco difficilmente si scende sotto i 2 euro, per non parlare dei 2,50 (e oltre…) che si pagano nei bar più alla moda.

Un giro nel Mercato ci permette di apprezzare la notevole varietà di specialità gastronomiche in offerta, tutte eccellenze della produzione agro-alimentare italiana. Un trionfo di pasta, di salse, ma anche ottimi formaggi e salumi freschi o confezionati in bella mostra egli espositori. Anche in questo caso i prezzi sono allineati con quelli dei migliori supermercati tedeschi, ma quanto a scelta non c’è paragone. E la clientela sembra davvero apprezzare.

Alla fine, dopo un salto nella sottostante enoteca, fornitissima di ottimi vini di ogni regione d’Italia, come probabilmente nessun’altra in Germania, non si può non lasciarsi attrarre – anche se non si è per forza appassionati ciclisti – dallo splendido show rom della Bianchi: uno sfavillio di biciclette in mostra nel loro colore classico celeste-turchese. Mentre vi sostiamo, un signore e una signora, tedeschi entrambi si fanno illustrare le caratteristiche di due belle bici, con l’intenzione evidente di acquistarle: <<Il nostro negozio sta davvero conquistando il pubblico di Monaco – sottolinea Diego Colosio –responsabile vendite Europa della Bianchi – soprattutto considerando che siamo ancora in inverno. Con l’avvento della bella stagione, in una città dove sono moltissimi i ciclisti, contiamo di aumentare ancora il nostro successo>>.

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